Fuga dalla Campania: in 20 anni oltre 800mila abitanti in meno

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Il rapporto

Redazione — 16 Ottobre 2020

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Sono numeri da dopoguerra: negli ultimi vent’anni circa 806mila persone hanno lasciato la Campania. Dal 1955 al 1975 furono 835.687. Il dato è stato reso noto nel volume Campania in movimento. Rapporto 2020 sulle migrazioni interne in Italia, edito da Il Mulino e composto da saggi di diversi autori. Il lavoro contiene tutta una serie di statistiche interessanti che confermano un trend che preoccupa e che conferma: dalla Campania si continua soprattutto a partire, quasi solo a partire. Seppure a condizioni diverse da quelle dei decenni precedenti.

Per esempio, tra i dati salienti del volume: la Campania è stata prima per partenze nel 2018; i campani che vivono nel Lazio sono oltre il 21% di tutti i residenti fuori regione; la Regione è prima in Italia per numero di nati che risiedono fuori regione. I gruppi più numerosi si concentrano in Emilia Romagna, Toscana, Marche e Lazio.

“Il Flusso migratorio in questo ventennio è stato di circa 806mila persone, per avere un’idea si consideri che nel periodo del boom economico e delle grandi migrazioni (1955-1975), la cifra era di poco superiore: 835.687. I dati Istat vedono la Campania in cima alla lista delle regioni che perdono più abitanti nel 2018 (-2,4 per mille): all’elevato numero di trasferimenti interni ai confini italiani (con saldo di -4,4 per mille abitanti, secondo solo a quello calabrese), corrisponde una quota di registrazioni dall’estero del 2 per mille”, ha spiegato al Corriere del Mezzogiorno il ricercatore dell’Istituto di studi sul Mediterraneo del Consiglio Nazionale delle ricerche (Cnr-Ismed) e curatore del Rapporto Michele Colucci.

Indicativa la parabola che indica la dimensione circolare della presenza e degli arrivi degli stranieri: secondo il Rapporto 2020 molti degli immigrati dall’estero finiscono per partire dalla regione per cercare nuove opportunità altrove. E quindi prendono a loro volta le stesse rotte degli oltre 800mila campani. “Dopo una fase di diminuzione – riporta sempre al Corriere Stefano Gallo, ricercatore del Cnr-Ismed e co-curatore del volume – negli anni Novanta si è aperta una nuova stagione di flussi in uscita, con un ruolo più significativo della provincia di Napoli, come aree di destinazione. In Toscana il 53,1% dei residenti nati in un’altra regione viene dalla Campania; in Emilia-Romagna il 41,3%. Una costante è invece l’importanza del rapporto con Roma e la sua area metropolitana: sono 260mila i campani che vivono nel Lazio, oltre il 21% di tutti i residenti fuori regione”.

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