Franco, Infermiere: Lo stipendio non basta per chi ha figli, costretto al doppio lavoro.

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Franco, Infermiere: Lo stipendio non basta per chi ha figli come me. Siamo un popolo costretto a scegliere fra doppio lavoro e miseria.

Franco (nome di fantasia) è un collega della Brianza con un doppio impiego lavorativo: oltre ai turno all’ospedale, effettua prestazioni private a Milano, Monza e Lecco.

Premettendo che la pratica non è legale e non è ammissibile, diamo spazio alla sua realtà, raccontata da lui in esclusiva ad AssoCareNews.it.

“Gentile redazione,

ho 52 anni e due figli adolescenti. Lavoro al San Gerardo (ospedale di Monza, ndr) mentre mia moglie lavora come collaboratrice in un istituto a Milano e nonostante i due stipendi riusciamo a pagare solamente le spese e poco più.

E siccome la gente commenta senza sapere le cose, a scanso di equivoci vi racconterò tutto.

Bollette, mutuo (650 euro assicurazione vita), mangiare, vestirsi (mai alla moda), libri di scuola, scuola calcio per uno e pallacanestro per l’altro, assicurazione e bollo auto, nettezza urbana. Abbonamento treno per mia moglie che fa la pendolare.

Non ho seconde case, ho una macchina sola. Una fiat punto vecchio modello.

Tra me e mia moglie guadagniamo 2900 euro al mese e non ci lamentiamo ma purtroppo riusciamo a pagare le spese e poco più. Abbiamo un piano di risparmio da 150/200 euro al mese ma non sempre riusciamo. Natale, i compleanni dei ragazzi, le ferie estive mai sopra le righe ed è presto fatto.

Nel 2019 abbiamo risparmiato 1800 euro in tutto un anno e lavorando in due.

E’ vita questa?

Credo di no.

Infatti da gennaio sto andando per le case di milano, monza e lecco (non disdegno le province) a fare quello che non si può: il secondo lavoro. Ci tiro fuori poco ma non importa. Mi basta per andare a mangiare una pizza in più con i ragazzi. Che loro già fanno abbastanza la loro parte non chiedendo mai niente di più.

E lo urlo al mondo: faccio il secondo lavoro. E’ illegale? Può essere illegale tutto ciò che ci serve per ritagliare un momento felice, oltre alla mera dignità umana?

Se è così, questa non può essere la mia legge.

Ma del resto è la stessa legge che ci costringe a questi due stipendi da fame ma dalle grandi responsabilità.

Grazie di avermi permesso di sfogarmi”.

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