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Esclusivo – I meriti di Trump, gli errori della Ue, la lotta contro le varianti. Parla Anthony Fauci: «La pandemia non è finita»

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Anche Trump ha fatto cose buone. A sostenerlo in un’intervista esclusiva con Open è Anthony Fauci, consigliere medico capo del presidente americano Biden e direttore del National Institute of allergy and infectious diseases (Niaid). «Penso che l’operazione Warp Speed per accelerare lo sviluppo dei vaccini – ha detto l’uomo che ha combattuto la pandemia a cavallo dei due presidenti – si sia rivelata davvero un grande successo. Ed è merito di Trump». Durante la lunga conversazione, Fauci non si limita a commentare le differenze con la campagna vaccinale dell’Unione Europea («Ha puntato tutto su un vaccino, AstraZeneca, che ha incontrato molte difficoltà, sia per gli eventi avversi, sia per l’efficacia minore verso la variante sudafricana»), ma si lascia andare all’augurio che i turisti europei vaccinati potranno viaggiare negli Stati Uniti questa estate.


La pandemia “politica”

Per quanto riguarda i vaccini, lo scienziato – consulente di sei presidenti americani – afferma che sarà necessario sottoporsi a diverse somministrazioni in futuro, a cominciare dalla terza dose di Pfizer che probabilmente ci sarà entro un anno. Il fisico dall’aria mite, che ha combattuto diverse epidemie in quasi quaranta anni di attività come direttore del Niaid, commenta poi le difficoltà collaterali di una pandemia diventata una questione politica oltreché sanitaria: «Dobbiamo capire che è necessario mettere da parte le nostre differenze politiche per combattere il nemico comune che è il virus».

La questione dei brevetti

Fauci non risparmia critiche sul suo Paese: «Fino a qualche mese fa eravamo il Paese che faceva peggio di tutti gli altri». Ma rispetto alla richiesta, mossa da diverse organizzazioni, di sospendere la proprietà intellettuale sui vaccini anti-Covid, Fauci assolve il “protezionismo” dell’amministrazione americana: «Non credo sia una questione di brevetti – dice -, piuttosto di inviare ai Paesi in sofferenza il materiale medico-sanitario di cui hanno bisogno, e lo stiamo facendo».

L’assoluzione dell’Italia

Il consigliere capo di Biden avverte che la fine della pandemia non è assolutamente dietro l’angolo e “assolve” l’Italia sulla gestione iniziale della Covid-19: «Siete stati i primi: e quando sei uno dei primi a essere colpito, è chiaro che non sei pienamente preparato a rispondere alla grandezza della sfida». E afferma che è grazie alla sue radici italiane – i suoi genitori erano figli di immigrati italiani da Sciacca e da Atripalda (Av) – se ha appreso una delle armi più importanti per combattere le pandemie: «Sono cresciuto in un quartiere italo-americano di Brooklyn, e tutti ci prendevamo cura l’uno dell’altro: proprio quello che si deve fare durante una pandemia».

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