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Esame da avvocato, in tilt il sito del ministero: visibili i dati sensibili. I giovani candidati: «Una vergogna, è gravissimo»

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Un pasticcio, una grave violazione della privacy. Per alcune ore, tantissimi praticanti avvocati, accedendo alle proprie aree personali, si sono ritrovati improvvisamente i dati sensibili di altri candidati. Nomi, cognomi, date di nascita ma anche numeri di telefono. Tutto in chiaro. Al momento, però, non è dato sapere se sia trattato di un attacco hacker o di un guasto tecnico. «Quando ho cliccato sul mio portale, ho visto, anziché il mio nome, quello di un ragazzo di Catania. C’erano tutti i suoi dati. Avevo anche la possibilità di entrare nella sua domanda, ma ovviamente non l’ho fatto. Allo stato attuale non possiamo più accedere al sito. Questa è una vergogna, quello che è successo è gravissimo. I nostri dati personali potrebbero essere finiti in mano a chiunque», dice a Open Claudia Majolo, presidente di Unione Praticanti avvocati e anche lei aspirante avvocata. «Bisogna intervenire subito. Tra dieci giorni inizia la prima prova per migliaia di candidati. Non possiamo rischiare un ulteriore rinvio», aggiunge, invece, Nello Mancuso, segretario nazionale di AIPAVV (Associazione italiana praticanti avvocati).


Sono 26 mila gli aspiranti avvocati

La piattaforma online del ministero della Giustizia, dunque, ha dato i “numeri”, seppur per poche ore. Giusto il tempo di scatenare il panico. Un pasticcio che però rischia di avere ripercussioni sui 26mila aspiranti avvocati che, da tempo, sperano di poter sostenere l’esame di abilitazione professionale (l’avvio, adesso, è previsto per il 20 maggio). Insomma, non c’è pace per i candidati: prima il rinvio delle prove causa Covid con annesse polemiche con l’allora ministro Alfonso Bonafede, poi il doppio orale non gradito dagli aspiranti legali. «Un esame che diventa ogni giorno di più una barzelletta», scrive Roberta su uno dei gruppi Facebook dedicati all’esame di abilitazione professionale 2021. Mario ironizza: «Uno passa la vita a cercare l’anima gemella, poi finisce che gliela trova il ministero della Giustizia con dei match casuali sulla pagina dell’esame».


Attacco hacker o guasto tecnico?

«Sia che si tratti di hackeraggio, sia che si tratti di un malfunzionamento del sistema – spiegano i legali Francesco Leone, Simona Fell e Raimonda Riolo dello studio legale Leone-Fell di Palermo (da sempre al fianco di studenti e praticanti avvocati) – non si può negare che il problema sussista e il ministero deve intervenire in tempi rapidissimi per circoscrivere l’entità della violazione e procedere con la sua risoluzione, in collaborazione con il Garante della privacy». Al momento – ci spiegano – non c’è modo di accedere alla pagina personale sul sito del ministero. È probabile che i tecnici siano al lavoro per riparare il guasto.

Foto in copertina di repertorio: ANSA/FRANCO SILVI

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