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Cooperazione governo-aziende-università, ruolo delle donne e un colosso come BitDefender: ecco la ricetta con cui Bucarest si è aggiudicata lo European Cybersecurity Competence Centre

Mercoledì sera l’Unione europea ha deciso che sarà Bucarest a ospitare lo European Cybersecurity Competence Centre, l’hub che coordinerà gli sforzi europei in materia di sicurezza delle reti e gestirà i fondi comunitari e la cui creazione, come evidenziato più volte su queste pagine, richiede l’attivazione di una rete di analoghi centri nazionali.

LA VITTORIA SU BRUXELLES

“L’esperienza rumena nel settore IT è stata riconosciuta nell’Unione europea. La Romania è pronta a lavorare sodo per un ecosistema di sicurezza informatica europeo “, ha scritto in un tweet il ministro degli Esteri rumeno, Bogdan Aurescu, commentando la notizia della vittoria di Bucarest che al ballottaggio ha battuto Bruxelles. Secondo il Consiglio europeo, i criteri per scegliere la sede includevano “la data in cui il centro può diventare operativo”, “connettività, sicurezza e interoperabilità con le strutture IT per gestire i finanziamenti dell’Unione europea” e l’esistenza di un “ecosistema di sicurezza informatica”.

L’ECOSISTEMA ROMENO

Diamo un’occhiata al documento di candidatura di Bucarest. Tre le strutture candidate a ospitare il centro: una villa neoclassico (Villa Rossetti, nel cuore della capitale romena), un edificio in una zona esclusiva della città (Nordului 94W) e una struttura in classe A nel centro (H Victoriei 109). Cinque, invece, i punti di forza: il forte spirito europeo del Paese; l’assenza di altre agenzie europee (il criterio di ripartizione geografica ha pesato molto nella scelta, hanno spiegato a Formiche.net fonti diplomatiche); essere la seconda economia dell’Europa centro-orientale; un Paese multiculturale; un protagonista della connettività digitale. Cinque sono anche gli elementi di forza dell’ecosistema cyber romeno: un sistema basato su tre pilastri (governo, privati e accademia); un contesto legale e strategico forte; la cybersecurity come pilastro della Strategia nazionale di difesa per il 2020-2024; la Strategia nazionale per la sicurezza cibernetica che risale al 2013; un sistema integrato. Tra le altre informazioni fornite a sostegno della candidatura una riguarda il ruolo delle donne nell’industria Ict: la Romania è il terzo Paese europeo per impiegate nel settore e un laureato su quattro (il 24%) è donna.

IL COLOSSO BITDEFENDER

La Romania, inoltre, è patria di un “campione” come BitDefender, società di sicurezza informatica e antivirus romena nata nel 2001 da Softwin AVX. Sul suo sito, l’azienda fondata da Florin Talpeș, concorrente di colossi come il russo Kaspersky, vanta di essere “leader nella cybersecurity globale proteggendo oltre 500 milioni di sistemi in oltre 150 Paesi”. Ha 1.600 dipendenti e una sede anche in Italia. Un gigante la cui presenza, assieme a quella di un sviluppo ecosistema cyber, potrebbe avere giocato un ruolo nella scelta di Bucarest.

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