Dopo Lombardia e Campania, coprifuoco anche nel Lazio: torna autocertificazione

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La stretta dopo il boom di contagi

Redazione — 21 Ottobre 2020

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Arriva la stretta anche nel Lazio. Nicola Zingaretti è pronto a firmare un’ordinanza che prevede il coprifuoco da mezzanotte alle 5. Vietati gli spostamenti in orario notturno, salvo che per “comprovate esigenze” (ad esempio, per i lavoratori, il tragitto domicilio, dimora e residenza verso il luogo di lavoro e viceversa), e per situazioni di necessità o d’urgenza, o per motivi di salute.

Tornerà quindi l’autocertificazione per dettagliarli e sarà scaricabile dal sito della Regione.I contagi giornalieri nella Regione hanno sfondato quota 1.200 su oltre 20mila tamponi, con un rapporto tra tamponi e positivi del 5,9%. “Ci aspettiamo un incremento del valore Rt nelle province, Roma sta tenendo”, dice l’Assessore alla Sanità Alessio D’Amato che aggiunge: “Queste sono le giornate più difficili. Occorre rigore e rispetto del distanziamento”.

Il provvedimento punta anche a limitare il rischio contagio sui mezzi di trasporto pubblico locale. Ecco allora che arriva la didattica a distanza al 50% per i licei (escludendo il primo anno) e al 75% per le università, (ma non per le attività formative che necessitano della presenza fisica o l’utilizzo di strumentazioni.). Il blocco notturno entrerebbe in vigore da venerdì, mentre le misure riguardanti la dad da lunedì prossimo.

L’ordinanza ha una validità di trenta giorni e, tra le altre cose, prevede un aumento di posti letto Covid per arrivare ad un totale di 2.913 unità. Di questi 552 saranno destinati alla terapia intensiva.Zingaretti ha sin qui aspettato di agire in sintonia con il Governo, ma – arrivato da Giuseppe Conte il via libera alle regioni per “tenersi pronte a intervenire” – ha deciso di procedere per arginare la curva. “Con questo nuovo provvedimento viene rimodulata l’intera rete ospedaliera regionale ampliando e rafforzando i posti dedicati al COVID-19 seguendo l’andamento della curva epidemiologica – spiega – In questi mesi il nostro lavoro è stato costante, non ci siamo mai fermati e grazie alla collaborazione di tutti nel Lazio solo ad ottobre sono stati effettuati 300mila tamponi, oltre 15mila in media al giorno e siamo la prima regione in Italia per numero di casi testati in proporzione alla popolazione”, sottolinea, puntando a raggiungere quota 5mila tamponi al giorno attraverso l’individuazione di strutture private.Anche nel resto d’Italia ci si muove con un occhio fisso sui dati.

Luca Zaia (nonostante i 1.700 contagi giornalieri) prova a non forzare: “”Oggi, sottolineo oggi perché nessuno ha la sfera di cristallo per prevedere cosa ci sarà domani, la curva dei contagi è in salita, ma non esiste alcuna emergenza ospedaliera. Oggi non ci sono le condizioni per ipotizzare un lockdown in Veneto e continuiamo a lavorare perché non accada mai”, dice. Il governatore si dice pronto ad pronto ad attivare 1.016 posti letto di terapia intensiva. “Siamo pronti al peggio ma lavoriamo per evitarlo”, è il ragionamento. Precisa di non avere in programma nessuna ordinanza di coprifuoco, almeno per ora, anche la Regione Piemonte. Le misure attualmente in vigore sono state assunte ieri sera con le ultime ordinanze che prevedono misure rigorose, fanno sapere da piazza Castello, ma chirurgiche per colpire laddove l’assembramento è reale, cioè il trasporto scolastico e le aree dei grandi centri commerciali. Per domani alle 14, intanto, il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ha convocato una riunione di coordinamento d’intesa con il ministro della Salute Roberto Speranza, il capo della Protezione civile Angelo Borrelli e le Regioni. Si tratterà, viene spiegato, di un punto “operativo” per arruolare un nucleo specifico di operatori sanitari e socio sanitari per rafforzare le reti interne alle Asl nelle operazioni di tracciamento dei contagi da Covid.

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