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Domani compirà 70 anni

Redazione — 19 Ottobre 2020

Davigo a casa, il plenum del Csm approva la decadenza: l’ex pm di Mani pulite va in pensione” title=”Davigo a casa, il plenum del Csm approva la decadenza: l’ex pm di Mani pulite va in pensione” width=”900″>

Piercamillo Davigo da domani sarà in pensione come magistrato e non farà più parte del Csm. È arrivato il sì alla decadenza dell’ex magistrato del pool di Manipulite, una decisione presa a maggioranza dal plenum del Csm che ha quindi approvato la proposta avanzata dalla Commissione verifica titoli.

Un voto che ha segnato una spaccatura all’interno del plenum: 13 i voti a favore, 6 contrari e 5 astenuti per la decadenza di Davigo dalla carica di togato di Palazzo dei Marescialli, conseguenza del suo pensionamento per limiti d’età, con Davigo che domani compirà 70 anni.

A votare a favore della decadenza di Davigo, che non ha partecipato alla rinione, sono stati il presidente e il procuratore generale della Cassazione, Pietro Curzio e Giovanni Salvi, il vicepresidente del Csm David Ermini, i tre togati di Magistratura Indipendente, i due del gruppo di Unicost, i consiglieri laici Lanzi, Cerabona, Donati e Basile. Contro la decadenza di Davigo è arrivato invece il voto dei tre togati di Autonomia&Indipendenza, il gruppo di Davigo, Ardita, Pepe e Marra, le togate di Area Chinaglia e Dal Moro e il laico M5s Gigliotti. Astenuti invece i laici Benedetti (M5s) e Cavanna (Lega) e i togati del gruppo Area Cascini, Zaccaro e Suriano.

“C’e stato un ampio dibattito ma la netta e chiara posizione di tutto il comitato di presidenza conforta le conclusioni adottate dalla Commissione senza alcuna logica di appartenenza, ma sulla base di solide argomentazioni tecniche” sottolinea Loredana Miccichè, presidente della Commissione verifica titoli che ha illustrato la proposta di delibera per la “cessazione” e il subentro del consigliere Carmelo Celentano, sostituto procuratore generale in Cassazione.

Nel dibattito è intervenuto anche il primo presidente  della Cassazione Pietro Curzio evidenziano come “il pensionamento fa venir meno lo status di magistrato e ciò comporta non solo il venire meno delle funzioni giudiziarie ma anche di quelle di componente del Csm. Ne ho parlato con i due componenti del Comitato di presidenza, ci siamo confrontati e ho trovato conferma di questa mia conclusione”.

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