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Cala ancora l’indice Rt nazionale. Nel report dell’Istituto Superiore di Sanità sull’andamento dell’epidemia di Covid-19 in Italia pubblicato oggi, 11 dicembre, si evidenzia una situazione in miglioramento ma con alcune criticità ancora presenti.

“Nel periodo 18 novembre – 1 dicembre 2020, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,82 (range 0,76 – 0,91). Si riscontrano valori di RT puntuale inferiore a 1 in 20 Regioni/PPAA. Di queste, 19 hanno un Rt puntuale inferiore a uno anche nel suo intervallo di credibilità maggiore, indicando una diminuzione significativa nella trasmissibilità”, si legge nel report.

LE REGIONI A RISCHIO – Nel report dell’ISS, pur osservando “una riduzione generale del rischio”, sono 14 Regioni sono classificate a rischio moderato, due a rischio basso (Basilicata e Molise) e 5 a rischio alto (Emilia Romagna, Provincia di Trento, Puglia, Sardegna e Veneto). Tra le cinque regioni a rischio alto, Puglia e Sardegna sono tali da 3 o più settimane consecutive e “questo prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale”.

Nel dettaglio, ecco quelli delle Regioni: Abruzzo 0,8, Basilicata 0,65, Calabria 0,64, Campania 0,71, Emilia-Romagna 0,81, Friuli 0,97, Lazio 0,67, Liguria 0,63, Lombardia 0,82, Marche 0,8, Molise 1,45, Piemonte 0,64, Provincia di Bolzano 0,67, Provincia di Trento 0,91, Puglia 0,8, Sardegna 0,7, Sicilia 0,68, Toscana 0,76, Umbria 0,66, Val d’Aosta 0,6, Veneto 0,91

I CAMBI DI COLORE – Numeri e dati che dovreberro spingere il ministro della Salute Roberto Speranza a firmare l’ordinanza per fare cambiare colore, e quindi spostare in una zona con meno restrizioni, per Basilicata, Calabria, Lombardia e Piemonte, che dovrebbero passare dall’arancione al giallo.

INCIDENZA TROPPO ELEVATA – Nel documento si legge inoltre che “l’incidenza rimane ancora troppo elevata per permettere una gestione sostenibile, pertanto è necessario mantenere i livelli di trasmissibilità significativamente inferiori a 1 su tutto il territorio nazionale consentendo una ulteriore diminuzione nel numero di nuovi casi di infezione e, conseguentemente, una riduzione della pressione sui servizi sanitari territoriali ed ospedalieri”.

Sebbene infatti si osserva una “diminuzione significativa dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni (454,70 per 100.000 abitanti nel periodo 30/11/2020-06/12/2020 vs 590.65 per 100,000 abitanti nel periodo 23/11/2020-29/11/2020, dati flusso ISS), il valore è ancora molto elevato”.

DATI INCORAGGIANTI MA PRESSIONE SU OSPEDALI – La velocità di trasmissione dell’epidemia in Italia ha raggiunto livelli di Rt inferiori a 1 in molte Regioni/PA. Inoltre, per la terza settimana consecutiva, l’incidenza (dati flusso ISS) calcolata negli ultimi 14 giorni è diminuita a livello nazionale. Questi dati sono incoraggianti e confermano l’impatto delle misure di mitigazione realizzate nelle ultime settimane; queste si accompagnano con una diminuzione nelle ospedalizzazioni in area medica e in terapia intensiva; tuttavia, la pressione sui servizi ospedalieri è ancora molto elevata.

SOTTOSTIMATA VELOCITA’ TRASMISSIONE – Sebbene in miglioramento, permane una diffusa difficoltà nel mantenere elevata la qualità dei dati riportati al sistema di sorveglianza integrato sia per tempestività (ritardo di notifica dei casi rapportati al sistema di sorveglianza su dati aggregati coordinati dal Ministero della Salute) sia per completezza. Il dato epidemiologico analizzato è relativo alla settimana 30 novembre 2020 – 6 dicembre che al momento è il dato consolidato più recente disponibile. Come conseguenza questo può portare ad una possibile sottostima della velocità di trasmissione e dell’incidenza.

“Di per sé, questo costituisce una conferma della generale criticità causata dalla gravità della situazione epidemiologica che, per quanto in miglioramento, è caratterizzata da una incidenza elevata che determina un carico ancora eccessivo sui servizi sanitari”, si legge nel report ISS.

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