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Coronavirus, Fauci: «Anche i giovani a rischio long Covid: devono vaccinarsi». Nuovo focolaio a Melbourne dopo tre mesi senza casi: migliaia in isolamento

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REGNO UNITO

Morto William Shakespeare, il primo a vaccinarsi per Covid

Si è spento a 81 anni William Shakespeare, il primo uomo al mondo che ha ricevuto il vaccino contro il Covid-19. L’anziano è morto per una malattia non correlata al Coronavirus. A renderlo noto è il The Sun. «Questo farmaco cambierà le nostre vite, e soprattutto il nostro modo di vivere», commentò Shakespeare quando a dicembre scorso ricevette la sua dose di Pfizer/BioNTech posando davanti a fotografi e giornalisti. Prima di lui nel nel Regno Unito c’è stata soltanto una persona a essere vaccinata: una settimana prima toccò alla paziente numero uno, nonna Margaret Keenan, 91 anni residente come lui a Coventry, in Inghilterra.


STATI UNITI

EPA/ETIENNE LAURENT | Uno studente delle elementari indossa la mascherina in classe mentre parla con l’insegnante in una scuola di Los Angeles

Fauci avverte i giovani sui rischi del long Covid

Vaccinare anche i più giovani contro il Coronavirus permette di evitare che insorga una malattia grave e anche gli effetti di un possibile long Covid, cioè il persistere di sintomi per un lungo periodo anche dopo la scomparsa del virus. A ribadirlo è stato l’infettivologo Anthony Fauci durante un confronto su YouTube con alcuni influencer americani a cui ha partecipato anche il presidente Joe Biden. Fauci ha ribadito che i bambini e i ragazzi quando vengono infettati hanno meno probabilità di ammalarsi gravemente rispetto a una persona anziana o fragile. I più giovani però: «non sono esenti da malattie gravi. Quindi i giovani devono proteggersi, che siano adolescenti o bambini piccoli».


Come riporta la Cnn, uno studio dello scorso anno dei Cdc ha fatto emergere che negli Stati Uniti 1 persona su 5 tra i 18 e i 34 anni ha avuto sintomi persistenti oltre le due o tre settimane dopo essersi contagiato. Sintomi, ha spiegato Fauci, che «possono durare per mesi, come l’affaticamento, dolori muscolari, temperatura del corpo irregolare e anche capacità di concertarsi».

AUSTRALIA

EPA/LUIS ASCUI | Passeggeri a bordo dei mezzi pubblici indossano la mascherina a Melbourne in Australia

Nuovo focolaio a Melbourne dopo tre mesi di casi zero

Un nuovo focolaio è stato rilevato a Melbourne in Australia dopo circa tre mesi di assenza di nuovi casi di Coronavirus. Lo Stato di Victoria era riuscito ad azzerare i contagi con un lungo periodo di lockdown rigido, finché negli ultimi due giorni non sono state trovate positive cinque persone della stessa famiglia, messe in isolamento così come è stato consigliato a circa un migliaio di persone. Come riporta l’agenzia Reuters, i test hanno emergere che i casi hanno una variante identica a quella rilevata da una persona rientrata a Melbourne all’inizio di maggio, dopo aver trascorso la quarantena nella città di Adelaide alla fine di un viaggio dall’estero.

Secondo le autorità sanitarie locali, uno dei positivi presenta una carica virale molto alta e ha visitato diversi luoghi in città. Quindi è partito l’avvertimento per i cinque milioni di abitanti della seconda città più popolosa dell’Australia, dove si prevedono nuovi positivi nei prossimi giorni. Fino al 4 giugno a Melbourne sono scattate di nuovo le restrizioni che limitano le riunioni in casa a non oltre cinque persone, mentre è stata fissata a 30 la quota massima di partecipanti per le riunioni pubbliche. Le mascherine restano obbligatorie nei ristoranti e nei luoghi chiusi.

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