Coronavirus, con seconda ondata a rischio altri 5,8 miliardi di euro di consumi

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Sebbene il Governo continui a scongiurare l’ipotesi lockdown anche uno stop relativamente “soft” come quello finora annunciato, rischia di avere conseguenze difficilmente sostenibili per le imprese, non solo riducendo la spesa negli esercizi che subiscono le nuove restrizioni, ma spingendo anche le famiglie ad aumentare ulteriormente il risparmio, con una generalizzata riduzione dei consumi.

È quanto emerge da un’analisi di Confesercenti che stima un’ulteriore riduzione di circa 5,8 miliardi di euro di consumi delle famiglie a causa dell’impatto delle nuove disposizioni per il contenimento del Covid-19. Un duro colpo, l’ennesimo, per i settori del commercio, del turismo e della somministrazione che potrebbe causare la chiusura di altre 20mila attività, portando da 90 a 110mila le cessazioni di impresa previste quest’anno.

Nell’ipotesi che le chiusure siano imposte oltre che per tutto il restante mese ottobre anche per la prima settimana di novembre, l’ulteriore impatto negativo sui consumi potrebbe raggiungere i 5,8 miliardi (-0,3% del Pil), portando la stima della riduzione complessiva della spesa delle famiglie per il 2020 da 90 a 95,8 miliardi di euro. L’analisi presume un ritorno alla normalità in occasione delle festività natalizie con, di conseguenza, un’attesa di rimbalzo della spesa delle famiglie nel mese di dicembre. Se invece dovesse verificarsi lo scenario peggiore, ovvero quello di un lockdown completo come quello già sperimentato nel bimestre marzo-aprile, le conseguenze per Confesercenti sarebbero ben più drammatiche.

Due ulteriori mesi di lockdown, in questa fase dell’anno, determinerebbero, infatti, una caduta immediata della spesa di 40 miliardi, minando la fiducia delle famiglie e rivelando effetti persistenti anche dopo la riapertura.

Sempre sul fronte dei consumi risulta particolarmente pesante l’impatto dell’emergenza coronavirus su benzina e gasolio auto. Secondo quanto emerge dalle elaborazioni condotte dal Centro Studi Promotor sulla sua banca dati sui prezzi e i consumi di benzina e gasolio per autotrazione diffusi dal Ministero dello Sviluppo Economico, nei primi nove mesi del 2020 le quantità vendute alla pompa hanno subito un calo del 18,9% sullo stesso periodo dello scorso anno. Ancora più forte è stata la contrazione della spesa che è calata del 26,4% e cioè di 11,5 miliardi passando da 43,6 miliardi del gennaio-settembre 2019 a 32,1 miliardi e ciò perché – spiega il Rapporto – al calo dei consumi si sono accompagnate anche consistenti diminuzioni dei prezzi medi ponderati. Per la benzina si è passati da 1,572 euro al litro dei primi nove mesi del 2019 a 1,443 euro al litro dello stesso periodo del 2020, mentre per il gasolio si è passati da 1,481 a 1,340 euro al litro. Pesante è stata anche la contrazione del gettito fiscale. I proventi per l’Erario derivanti dall’Iva e dalle accise su benzina e gasolio auto sono infatti calati di 5,6 miliardi, passando da 26,5 miliardi del gennaio-settembre 2019 a 20,9 miliardi dello stesso periodo del 2020.

Analizzando l’andamento mensile dei consumi dei due carburanti nel 2020 emerge che i consumi sono stati sostanzialmente stabili nel primo bimestre per subire poi una forte contrazione in marzo (-43,7%) e una caduta ancora più forte in aprile (-63,3%), seguita da cali via via più contenuti nei mesi successivi e da una prima modestissima crescita in settembre ( 0,8%). In tale scenario secondo le previsioni del Centro Studi Promotor, “il riaccendersi dell’emergenza coronavirus determinerà una nuova forte contrazione della mobilità e quindi dei consumi di benzina e gasolio che potrebbero produrre nel 2020 un calo di 15,1 miliardi nella spesa complessiva e un calo del gettito fiscale di 7,3 miliardi di euro”.

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