Coronavirus, con oltre 2.300 in terapia intensiva scatta il lockdown: nuove strette sulle regioni

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In arrivo nuove strette

Redazione — 22 Ottobre 2020

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse 
20 Ottobre 2020 Roma (Italia)
Cronaca 
Ritorno alle terapie intensive, la seconda ondata richiede nuovamente un grande impegno dei sanitari 
Nella Foto: Reparto di Terapia intensiva del Covid 3 ICC Casalpalocco
Photo Cecilia Fabiano/LaPresse
October 20, 2020  Roma (Italy) 
News
Coronavirus second wave: workers attend to a COVID-19 patient at one of the intensive care units
In The Pic: Intensive Care of the ICC Casal Palocco” title=”Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse
20 Ottobre 2020 Roma (Italia)
Cronaca
Ritorno alle terapie intensive, la seconda ondata richiede nuovamente un grande impegno dei sanitari
Nella Foto: Reparto di Terapia intensiva del Covid 3 ICC Casalpalocco
Photo Cecilia Fabiano/LaPresse
October 20, 2020 Roma (Italy)
News
Coronavirus second wave: workers attend to a COVID-19 patient at one of the intensive care units
In The Pic: Intensive Care of the ICC Casal Palocco” width=”900″>
Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse
20 Ottobre 2020 Roma (Italia)
Cronaca
Ritorno alle terapie intensive, la seconda ondata richiede nuovamente un grande impegno dei sanitari
Nella Foto: Reparto di Terapia intensiva del Covid 3 ICC Casalpalocco
Photo Cecilia Fabiano/LaPresse
October 20, 2020 Roma (Italy)
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Coronavirus second wave: workers attend to a COVID-19 patient at one of the intensive care units
In The Pic: Intensive Care of the ICC Casal Palocco

La nuove restrizioni non fermano l’impennata di casi di coronavirus. E le regioni, una dopo l’altra stanno emanando misure sempre più rigide, ma il risultato ancora non si vede. Giuseppe Conte da giorni scongiura l’ipotesi del lockdown, che ha in più occasioni ribadito che va evitato. Ma la velocità dell’aumento dei contagi lasciano poco spazio alla speranza: è probabile che nuove chiusure continueranno e addirittura si potrebbe arrivare a un nuovo lockdown.

Palazzo Chigi al momento lo esclude ma, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera la soglia massima del contagio che farebbe scattare un nuovo lockdown sarebbe stata comunque fissata a 2.300 persone in terapia intensiva. Sarebbe questo il campanello d’allarme che se suonasse farebbe scattare misure drastiche. Sarebbe questo il numero di ricoveri nelle terapie intensive in grado di far collassare il sistema.

La decisione sarà presa dopo il monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità. Lo studio sugli scenari di crisi ha già individuato il livello peggiore in tre settimane consecutive, con l’indice Rt che supera l’ 1,5%. E preoccupa soprattutto la situazione del Sistema Sanitario: i posti letto cominciano a scarseggiare ovunque. In questo scenario i primi a dover chiudere potrebbero essere sale giochi e palestre, entrambe attività da svolgersi al chiuso e quindi potenzialmente luoghi di maggior contagio: le prime ritenute “svago sacrificabile”, le secondo messe alla prova dal dpcm del 18 ottobre.

Dunque già in giornata potrebbero arrivare strette ulteriori che rende obbligatorie tutte quelle precauzioni finora facoltative, in particolare la misurazione della temperatura e lo scaglionamento ulteriore agli ingressi. “Se sospendiamo la loro attività — ha ripetuto il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora determinato a evitarne la chiusura — dovremmo chiudere anche bar e ristoranti”. I centri commerciali restano sorvegliati speciali. Il governo potrebbe decidere di chiuderli nel fine settimana come già alcune regioni hanno deciso di fare. Un provvedimento che comunque il governo eviterebbe volentieri.

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