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Coronavirus, altre cinque Regioni in zona bianca da lunedì 14 giugno. In bilico la Puglia

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Lunedì 14 giugno cadrà un altro mattoncino del muro di restrizioni che hanno permesso all’Italia di uscire dalla fase acuta della pandemia di Covid: Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte e Provincia autonoma di Trento passeranno in zona bianca. L’incidenza, in questi territori, è scesa sotto i 50 contagi settimanali ogni 100 mila abitanti. Resta in bilico la Puglia: i nuovi casi settimanali si attestano esattamente sulla cifra di 50, la soglia fissata per abbandonare la zona gialla. «Anche questa settimana i dati in Regione Lombardia sono da zona bianca. L’indice di incidenza è di 23 su 100 mila, è la terza settimana che vengono confermati buoni dati di questo tipo, quindi da lunedì saremo in zona bianca», ha annunciato il presidente della Regione, Attilio Fontana, prima ancora che il ministro della Salute Roberto Speranza firmasse l’ordinanza.


Dal 14 giugno, dunque, saranno 12 – o al massimo 13, se le autorità sanitarie dovessero dare il via libera alla Puglia – le regioni e province autonome che rientreranno nella fascia di rischio più bassa per l’emergenza Coronavirus. In ordine cronologico, Friuli-Venezia Giulia, Molise e Sardegna sono passate in zona bianca il 31 maggio, Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto il 7 giugno. Il 21 giugno, invece, dovrebbero lasciare la fascia di rischio gialla Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Provincia di Bolzano, Sicilia e Toscana. L’ultima regione a entrare in zona bianca sarà la Valle d’Aosta: per il piccolo territorio del Nord-Ovest il cambio di colore dovrebbe avvenire il 28 giugno.


Le regole in zona bianca

In zona bianca resta l’obbligo di indossare la mascherina – anche all’aperto – e di osservare il distanziamento interpersonale. Decade il coprifuoco. Per quanto riguarda i ristoranti, nei dehors, non ci sono limiti di commensali previsti per i tavoli. All’interno, allo stesso tavolo non possono sedere più di sei individui, salvo che si tratti di un unico nucleo famigliare più numeroso del limite. Via libera, poi, a piscine coperte, centri benessere, parchi tematici, centri sociali e sale gioco.

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