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Le proteste

Redazione — 19 Ottobre 2020

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Scontri a Praga tra polizia e manifestanti scesi in piazza per protestare contro le misure restrittive disposte dal governo per rallentare la diffusione del Covid-19. Dopo la volta delle proteste contro le misure definitive ‘liberticide’ nelle maggiori città e capitali europee come Berlino, Parigi e anche in Italia, ora tocca a Praga. Gli agenti hanno usato gas lacrimogeni e un cannone ad acqua per disperdere i manifestanti. Si contano almeno 20 feriti nei tafferugli scoppiati dopo che circa duemila persone, tra cui tifosi di calcio e di hockey sul ghiaccio, si sono radunati in Piazza della Città Vecchia per condannare le restrizioni che includono il divieto di competizioni sportive e la chiusura di bar e ristoranti.

Nella Repubblica Ceca sono vietati gli assembramenti di più di sei persone ma sono consentite le manifestazioni fino a un massimo di 500 partecipanti, separati in gruppi di 20 e con indosso le mascherine. Molti dei manifestanti a Praga non indossavano copertura per il viso e, dopo che la polizia ha comunicato che la soglia di 500 era stata superata, gli organizzatori hanno concluso il corteo. Alcuni manifestanti sono rimasti comunque in piazza lanciando razzi, bottiglie di birra, pietre e vari altri oggetti contro la polizia in assetto antissommossa. La Repubblica Ceca ha dovuto affrontare un’impennata record di infezioni nelle ultime settimane che l’hanno portata a diventare uno dei Paesi più colpiti d’Europa.

I DATI NEL MONDO – Intanto continua ad aumentare il numero dei casi di contagio da coronavirus nel mondo. Secondo l’ultimo conteggio della France Presse basato su dati ufficiali, dall’inizio dell’emergenza sanitaria ne sono stati accertati oltre 39,7 milioni. Il numero delle persone decedute è pari ad oltre 1 milione 111.000. Gli Stati Uniti restano il Paese più colpito in termini assoluti con più di 219.600 vittime. Seguono il Brasile con 153.905 morti, l’India con 114.031 e il Messico 86.059 decessi.

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