Celiachia: cause, sintomi, esami e dieta gluten-free.

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Ecco la Celiachia: non è una vera patologia. Parliamo delle cause, dei sintomi, degli esami e della dieta gluten-free da seguire.

Oggi parliamo di Celiachia (o malattia celiaca). La prima non è una patologia, ma spesso, essendo fin troppo sottovalutata, diventa fastidiosa. Essa nasce da una intolleranza permanente al glutine, un complesso di sostanze azotate che si forma durante l’impasto, con acqua, della farina di alcuni cereali, come farro, orzo, avena, frumento, kamut, segale, spelta e triticale.

Si tratta pertanto di una semplice condizione che per manifestarsi ha bisogno di due condizioni contemporanee:

  1. predisposizione genetica;
  2. consumo di alimenti contenenti glutine.

Nel nostro Paese è riconosciuta come malattia sociale. Colpisce mediamente 400 su 600.000 abitanti, ovvero 1 persona ogni 150.

Sono tanti i soggetti che vivono con i disturbi tipici della Celiachia e che si accorgono in tarda età di soffrirne. Il numero di casi diagnosticati è molto inferiore rispetto alla reale incidenza della patologia: si parla di circa 150.000/200.000 casi annui.

Oggi vediamo come l’Associazione Italiana Celiachia (AIC) descrive questa condizione fisica e quali sono i suoi suggerimenti per gestirla.

Cosa è il glutine.

Il glutine è un complesso proteico presente in alcuni cereali, quali frumento, segale, orzo, farro, spelta, grano Khorasan (spesso in commercio come KAMUT®), triticale (per conoscere tutti i cereali vietati ai celiaci, visita le pagine dedicate all’ABC della dieta senza glutine).

La prolamina è una delle frazioni proteiche che costituiscono il glutine ed è la responsabile dell’effetto tossico nel celiaco

Per i tecnici, riportiamo qui di seguito la definizione di glutine e prolamine data nello Standard del Codex Alimentarius sugli alimenti a fini dietetici speciali per persone intolleranti al glutine

Il glutine è definito come la frazione proteica del frumento, segale, orzo, avena, kamut, spelta, triticale o i loro ceppi ibridati o da essi derivati, insolubile in acqua e 0,5M NaCl e alla quale i celiaci sono intolleranti.

Le prolamine sono definite come le frazioni del glutine che possono essere estratte da etanolo al 40 – 70 %. La prolamina da frumento è la gliadina, dalla segale è la secalina, dall’orzo è l’ordeina e dall’avena è l’avenina.

Il contenuto di prolamina nel glutine è considerato generalmente del 50 % circa.

La diagnosi.

La celiachia riguarda l’1% della popolazione italiana e mondiale. In Italia parliamo quindi di 600.000 persone di cui solo un terzo ha ricevuto una diagnosi. Circa 400.000 pazienti rappresentano la porzione nascosta dell’”iceberg della celiachia”, metafora attraverso la quale si rappresenta il fenomeno delle diagnosi sommerse. In media sono richiesti ancora 6 anni per giungere a una diagnosi dall’inizio dei sintomi.

Per questo motivo AIC è costantemente impegnata al fine di contribuire a ridurre il tempo di diagnosi e il numero dei celiaci non diagnosticati: i pazienti e i medici hanno un ruolo fondamentale nel riconoscere la celiachia nelle sue forme più svariate.

Come fare la diagnosi.

La celiachia può essere identificata con assoluta sicurezza attraverso la ricerca sierologica e la biopsia della mucosa duodenale in corso di duodenoscopia. Gli accertamenti diagnostici per la celiachia devono necessariamente essere eseguiti a dieta libera (dieta che comprende il glutine).

Quali esami eseguire.

Più nello specifico la diagnosi di celiachia si effettua mediante dosaggio sierologico degli anticorpi anti-transglutaminasi (anti-tTG) ed anti-edomisio (EMA) di classe IgA, oltre il dosaggio delle IgA totali.

Come gestire la celiachia.

Le persone celiache devono modificare la loro dieta per tutta la vita, escludendo rigorosamente tutti gli alimenti che contengono glutine ed evitando ogni trasgressione. Inoltre è necessario ridurre il più possibile le contaminazioni, i rischi di “assunzione nascosta” di glutine a causa di comportamenti errati. A incidere sulla vita delle persone, oltre alla modifica permanente del regime alimentare, è la relazione con gli altri in contesti che prevedono pasti fuori casa: dalla scuola al lavoro, dal viaggio ai momenti di svago con gli amici. Dal 2005 la celiachia è riconosciuta “malattia sociale”.

Dieta gluten-free: ABC della dieta dei celiaci.

La dieta aglutinata è l’unica terapia disponibile per la celiachia , va eseguita con rigore per tutta la vita. Introdurre il glutine a 12 piuttosto che a 6 mesi, come avviene di norma, non modifica il rischio globale pur ritardando la comparsa di celiachia; ma potrebbe ridurre il rischio di sviluppare questa condizione nei bambini ad alto rischio genetico.

L’AIC realizza e mantiene aggiornata, con l’aiuto di esperti del settore, una “classificazione” delle tipologie di alimenti in riferimento al rischio di contenere glutine:

  • ALIMENTI PERMESSI (glutine sicuramente assente);
  • ALIMENTI A RISCHIO (possibile rischio di presenza di glutine);
  • ALIMENTI VIETATI (glutine sempre presente).

Questa classificazione viene chiamata “ABC della dieta dei celiaci”.

Tale classificazione ha l’obiettivo di semplificare l’accesso sicuro ai prodotti, viene utilizzata sia dalle famiglie dei pazienti celiaci, sia dai ristoratori che offrono pasti senza glutine, sia dai professionisti della salute, ed è basata sull’analisi dei processi produttivi da parte di tecnici esperti.

Se vuoi conoscere come AIC valuta l’idoneità degli alimenti alla persona celiaca clicca qui.

Il mercato alimentare è in costante evoluzione, da un lato per seguire le esigenze dei consumatori, dall’altro perché i processi produttivi si evolvono e migliorano, ed è possibile che nel tempo l’ABC subisca modifiche.

Le indicazioni che l’AIC fornisce sulle categorie alimentari vanno sempre intese in termini generali quali indicazioni di massima fornite sulla base dei prodotti comunemente presenti sul mercato italiano. In caso di dubbio o informazioni contrastanti rispetto alle indicazioni generali di AIC, evitare di consumare il prodotto e segnalare all’AIC.”

ALIMENTI PERMESSI: alimenti che possono essere consumati liberamente, in quanto naturalmente privi di glutine o appartenenti a categorie alimentari non a rischio per i celiaci, poiché nel corso del loro processo produttivo non sussiste rischio di contaminazione.

Questi prodotti NON sono inseriti nel Prontuario AIC degli Alimenti.

ALIMENTI A RISCHIO: alimenti che potrebbero contenere glutine in quantità superiore ai 20 ppm o a rischio di contaminazione e per i quali è necessario conoscere e controllare l’ingredientistica ed i processi di lavorazione. I prodotti di queste categorie che vengono valutati come idonei dall’AIC vengono inseriti nel Prontuario AIC degli Alimenti.

L’AIC consiglia il consumo di questi alimenti se presenti in Prontuario o riportanti la dicitura «senza glutine».

ALIMENTI VIETATI: alimenti che contengono glutine e pertanto non sono idonei ai celiaci.

Tali alimenti, ovviamente, NON sono inseriti nel Prontuario.

Per saperne di più sulla Celiachia: LINK.

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Dieta Gluten Free: quali disturbi provoca a chi non è celiaco.

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