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Calcio, Fifa e Uefa insorgono contro la nascita della Superlega: «Contraria ai nostri principi»

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Dodici squadre europee di calcio hanno annunciato di aver raggiunto un accordo per la nascita di una nuova competizione infrasettimanale, la Superlega, «governata dai club fondatori». Si tratta di Arsenal, Atlético Madrid, Barcellona, Chelsea, Inter, Juventus, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Milan, Real Madrid e Tottenham. Altri tre club aderiranno come fondatori prima che parta la prima stagione, che dovrebbe iniziare «non appena possibile».


Florentino Pérez, presidente del Real Madrid e primo presidente della Superlega, ha dichiarato: «Aiuteremo il calcio a ogni livello e lo porteremo a occupare il posto che a ragione gli spetta nel mondo». I due vicepresidenti sono Joel Glazer, co-chairman del Manchester United, e Andrea Angelli, presidente della Juventus. Agnelli si è contestualmente dimesso dall’esecutivo Uefa, precisando tuttavia che «i club fondatori continueranno a partecipare alle rispettive competizioni nazionali e, fino all’avvio effettivo della Superlega, alle competizioni europee». Ma gli organismi di governo del calcio mondiale sono contrari e minacciano ritorsioni.

La Fifa, commentando la nascita della Superlega, ha espresso tutta la sua disapprovazione per quella che ha definito un’iniziativa «separatista europea», sottolineando come «qualsiasi competizione calcistica dovrebbe sempre riflettere i principi fondamentali di solidarietà, inclusività, integrità ed equa redistribuzione finanziaria» delle risorse, principi che la Superlega «non rispetta». E in un comunicato congiunto con la Uefa, ha messo in chiaro quali saranno le conseguenze, qualora il progetto dovesse andare avanti: «Le squadre che parteciperanno alla Superlega saranno bandite da qualsiasi altra competizione e i loro giocatori non potranno andare con le rispettive nazionali». Inoltre Alexander Ceferin, capo della Uefa, che oggi presenterà la riforma dell’attuale Champions League, starebbe preparando una causa legale da 60 miliardi di euro.

Il format della Superlega prevede 20 club partecipanti di cui 15 fondatori e un meccanismo di qualificazione per altre cinque squadre, che verranno selezionate ogni anno in base ai risultati conseguiti nella stagione precedente. Tutti i club partecipanti disputeranno partite infrasettimanali, ma intendono anche continuare a competere nei rispettivi campionati nazionali, che rischiano però di perdere interesse. Dal punto di vista finanziario, i promotori della Superlega prevedono che il nuovo torneo possa garantire ai club partecipanti «una crescita economica significativamente più elevata» soprattutto grazie ai diritti televisivi, con l’impegno a lungo termine di «versare contributi di solidarietà senza tetto massimo» che cresceranno in linea con i ricavi. In cambio del loro impegno, «i club fondatori riceveranno un contributo una tantum pari a 3,5 miliardi di euro a supporto dei loro piani d’investimento in infrastrutture e per bilanciare l’impatto della pandemia Covid-19».

Durissimo l’editoriale del quotidiano sportivo francese L’Équipe: «I 12 club che hanno annunciato il progetto della Superlega resteranno a lungo coloro che hanno deciso di tradire un ideale condiviso, infamia che non soltanto tradisce l’ideale di cui si è fatto portatore questo giornale nel dicembre 1954, ma anche quello di tutti coloro che hanno amato il calcio europeo da sempre e che hanno aiutato a costruirlo. Hanno dimenticato che se sono arrivati dove sono adesso è grazie a quegli stessi che ora hanno intenzione di derubare e di lasciare indietro. Eccoli pronti a uccidere il calcio europeo, la sua essenza, la sua storia e la sua bellezza, per puro cinismo e sconcertante avidità».

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