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Assegno unico in arrivo per 2 milioni di famiglie: dai 167 euro per chi ha un figlio ai 653 per chi ne ha tre

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L’ok alla legge sull’assegno unico per i figli è arrivato. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che introduce il cosiddetto “assegno ponte” per sei mesi – dal primo luglio al 31 dicembre 2021 – alle famiglie con figli da zero a 18 anni. Poi dal primo gennaio 2022 diventerà permanente e andrà a sostituire detrazioni e bonus esistenti. Ad aprile, dopo il parere favorevole per la misura della Camera, era arrivato quello del Senato. La ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti (Iv) si è detta soddisfatta: «Due milioni di nuclei, che prima non ricevevano nulla, da luglio avranno un assegno. Quattro milioni di famiglie che già ricevono qualcosa avranno una maggiorazione. Si tratta di un passo deciso nella direzione dell’universalità, che è il principio fondante della misura. Per ora le detrazioni e le altre misure in essere, come assegno natalità e dote mamma, restano. Nessuno perderà nulla».


In cosa consiste

Si tratta di un contributo legato al numero di figli ed erogabile alle famiglie con un Isee fino a 50 mila euro. L’importo massimo mensile è di 167,5 euro per primo e secondo figlio. Dal terzo figlio in poi ci sarà una maggiorazione del 30%: dunque l’importo massimo per famiglie con due figli raddoppia a 335 euro. Più che triplicato con tre figli, per un importo di 653 euro. L’importo cala al crescere dell’Isee, e si azzera superati i 50 mila euro annui. Per le famiglie che già incassano gli assegni familiari, dal primo luglio ci sarà una maggiorazione di 37,5 euro al mese per figlio nel caso di famiglie con uno o due figli. E 70 euro in più per figlio per quelle con 3 o più figli. L’assegno è compatibile con il Reddito di cittadinanza, e sono circa 2 milioni le famiglie che saranno coinvolte dalla misura economica.


Chi può richiederlo?

Per poter richiedere l’assegno unico è necessario rispondere ai seguenti requisiti. Bisogna essere:

  • Cittadino italiano;
  • europeo;
  • extraeuropeo.

Possedere:

  • il diritto di soggiorno;
  • oppure il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo o per motivo di lavoro o ricerca di durata almeno semestrale.

Inoltre, il richiedente deve:

  • pagare le tasse in Italia;
  • essere residente e domiciliato in Italia con i figli a carico fino al compimento del 18esimo anno;
  • essere residente in Italia da almeno due anni, anche non continuativi;
  • oppure titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di durata almeno semestrale. Il nucleo del richiedente deve essere in possesso dell’Isee.

Qual è la somma prevista dall’assegno?

Sarà una tabella allegata al decreto a stabilire la somma prevista per ciascuna famiglia. Per ogni figlio con disabilità, all’importo totale verranno aggiunti 50 euro. Gli importi base – 167,5 euro per un figlio, 355 euro con due figli, 653 euro con tre figli – spettano pienamente per un Isee fino a 7 mila euro. La cifra si dimezza a 83,5 euro nei nuclei che hanno intorno ai 15 mila euro di Isee. E calano a 30 euro al mese a figlio dai 40 mila euro di Isee fino a 50 mila euro.

Come richiederlo

Si potrà fare domanda per l’assegno unico tramite Inps, Caf e Patronati: le modalità verranno indicate direttamente dall’Inps entro il 30 giugno 2021. La somma prevista per ciascuna famiglia sarà accreditata tramite Iban o bonifico domiciliato con decorrenza dallo stesso mese di presentazione della domanda. Modalità diverse saranno previste per le famiglie che percepiscono il Reddito di cittadinanza. In caso di affido condiviso dei minori, l’assegno può essere accreditato a metà, sull’Iban di ciascun genitore. Per le domande presentate entro il 30 settembre saranno corrisposte le mensilità a partire dal mese di luglio.

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