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Afghanistan, tensione alta all’aeroporto di Kabul. Si temono attacchi dell’Isis. I talebani pensano di spostare la Capitale a Kandahar

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In Afghanistan le operazioni di evacuazione proseguono a rilento. All’esterno dell’aeroporto Hamid Karzai migliaia di persone attendono nella speranza di riuscire a salire a bordo di un volo per lasciare il Paese, con i talebani che continuano a ostacolare l’accesso allo scalo. Nella mattina di oggi, 21 agosto, è arrivato a Kabul il leader talebano Abdul Ghani Baradar, annunciando l’intenzione di formare un governo «inclusivo», mentre nel Paese non si fermano i raid verso i civili e i rastrellamenti casa per casa alla ricerca dei collaboratori internazionali e dell’ex governo afgano.


La situazione all’aeroporto di Kabul è stata definita un «pandemonio assoluto» e «almeno tre» sono i corpi ritrovati senza vita per la ressa fuori. I soldati britannici, viene riferito da Sky News, cercano di aiutare uomini, donne e bambini stretti nella calca di chi tenta disperatamente di entrare nello scalo afgano per provare a fuggire, dopo la presa del potere da parte dei talebani. Gli stessi talebani, chiarisce comunque Sky, «sono stati molti cooperativi, portando via i corpi».


La paura che si muova anche l’Isis

Secondo il New York Times ora il rischio in Afghanistan è che entri in gioco anche l’Isis. Nello specifico il timore che alcuni gruppi che fanno riferimento allo Stato Islamico sfruttino il caos attorno all’aeroporto di Kabul per organizzare un attentato. La loro azione in questo modo riuscirebbe ad arrivare a due obiettivi: attaccare gli americani e mandare un avvertimento ai talebani, loro rivali. In base alle informazioni della Cnn, i militari degli Stati Uniti starebbero studiando «percorsi alternativi» a quelli utilizzati fino a questo momento per raggiungere l’aeroporto.

Svizzera, rinviate le evacuazioni

I primi segni di cedimento riguardo la sicurezza dell’aeroporto arrivano dalla Svizzera che ha rinviato un volo charter per l’Uzbekistan per aiutare le operazioni di evacuazione dall’Afghanistan, spiegando che nelle ultime ore c’è stato un «peggioramento» che ha ostacolato l’accesso a terra all’aeroporto di Kabul. «La situazione della sicurezza intorno all’aeroporto di Kabul è peggiorata notevolmente nelle ultime ore. Un gran numero di persone davanti all’aeroporto e scontri a volte violenti ostacolano l’accesso all’aeroporto di Kabul», si legge in una nota del ministero degli Esteri svizzero, riportata da Ansa.

Usa ai cittadini americani: «Non andate all’aeroporto di Kabul»

Allo stesso modo anche l’ambasciata Usa in Afghanistan ha emesso un avviso di sicurezza consigliando ai cittadini americani di evitare di recarsi all’aeroporto di Kabul. E parla di «potenziali minacce alla sicurezza fuori dai cancelli» dell’aeroporto. «Stiamo consigliando ai cittadini statunitensi di evitare di recarsi in aeroporto e di evitare i cancelli aeroportuali in questo momento a meno che non si ricevano istruzioni individuali da un rappresentante del governo degli Stati Uniti per farlo», ha detto.

Von der Leyen: «Accogliere più cittadini afghani possibile»

Dall’Europa arriva l’appello della presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen sul tema sei reinsediamenti. «Chiedo a tutti i Paesi che hanno partecipato alla missione in Afghanistan, europei e non, di offrire abbastanza quote per i reinsediamenti e percorsi sicuri, in modo che si possa garantire rifugio a quanti ne hanno bisogno. Siamo pronti ad aiutare gli Stati membri dell’Ue» che accoglieranno.

Il Mullah Baradar arriva a Kabul per formare «un governo inclusivo»

In mattinata è arrivato nella capitale afgana il Mullah Abdul Ghani Baradar, leader del gruppo e sodale dello storico leader mullah Omar, che sin dalla presa di Kabul dello scorso 15 agosto è ritenuto il probabile futuro presidente dell’Emirato Islamico dei talebani. Baradar, secondo quanto riferito da fonti dall’agenzia Afp, incontrerà «leader della Jihad e politici per formare un nuovo governo inclusivo». Tuttavia, secondo quanto riferito da Associated Press, fino al 31 agosto – data in cui si dovrebbero concludere definitivamente le operazioni di ritiro delle truppe Usa – non vi sarà nessun annuncio sul nuovo governo dell’Emirato.

A Herat imposto il divieto per le studentesse di frequentare classi miste

A seguito dell’incontro tra docenti universitari, titolari di istituzioni private e funzionari talebani, secondo le regole della «prima fatwa», nella provincia di Herat, nell’Afghanistan occidentale, è stato fatto divieto alle studentesse delle università pubbliche e private di continuare a frequentare le lezioni in classi miste. Il mullah Farid, responsabile dell’Emirato per l’Istruzione superiore, ha infatti avvertito che le classi miste devono essere abolite perché «questo sistema è la radice di tutti i mali della società». Ma se negli atenei pubblici, data l’alta disponibilità di aule, sarà possibile cercare di creare aule ad hoc per le studentesse, questo sarà molto più difficile negli atenei privati, dove il numero di studentesse universitarie è molto basso.

I talebani pensano spostare la capitale a Kandahar

Intanto, nei colloqui in corso per formare un nuovo governo «inclusivo» in Afghanistan, si discute anche se la capitale sarà ancora a Kabul o se verrà spostata nella città dove è nato il movimento dei talebani, Kandahar. Lo ha detto ad al Jazeera Abdul Qahar Balkhi, della Commissione culturale dei talebani. «Le consultazioni sono in corso, ovviamente, sarà un sistema inclusivo, ma non ho dettagli su chi sarà al governo e chi non sarà al governo», ha detto Balkhi, che ha riconosciuto che l’aeroporto di Kabul rimane un punto critico, ma ha affermato che il caos è stato un problema creato dagli Stati Uniti mentre si precipitano a evacuare migliaia di persone. «Penso che sia molto triste che le persone si precipitino all’aeroporto nel modo in cui lo stanno facendo in questo momento… Abbiamo annunciato un’amnistia generale per tutti, nelle forze di sicurezza dal livello senior a quello junior. Questa paura, questa isteria che sta avvenendo è infondata», ha detto.

Foto in copertina: EPA/Sgt. Victor A. Mancilla

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