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Afghanistan, i talebani si avvicinano a Kabul. Il Pentagono: «Pronti a evacuare migliaia di persone al giorno»

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Non si arresta l’avanzata dei talebani in Afghanistan, che puntano al cuore di Kabul. Avanzano ormai quasi senza combattere, con i governatori che consegnano i capoluoghi di provincia e si danno alla fuga. All’indomani della presa di città strategiche come Ghazni, Herat e Kandahar, oggi 13 agosto hanno conquistato anche Lashkar Gah, capitale della provincia di Helmand nel sud del Paese, dopo aver permesso all’esercito e ai funzionari politici e amministrativi di evacuare la città. I talebani hanno annunciato di avere preso in totale il controllo di 15 province afghane, annunciando che presto altre quattro cadranno nelle loro mani. «I talebani stanno avanzando in molte aree e le province di Zabul, Uruzgan, Logar e Maidan Wardak saranno conquistate a breve», ha detto il portavoce dei talebani Mujahid, sottolineando che le forze afghane sono state invitate ad evitare «una resistenza inutile» e ad arrendersi. Pol-i Alam, capoluogo della provincia di Lowgar, è la città più vicina a Kabul conquistata nelle ultime ore dai Talebani, che in una settimana si sono impadroniti di oltre metà dei 34 capoluoghi del Paese: la sua caduta è avvenuta dopo che «la maggior parte delle autorità sono fuggite a Kabul» senza opporre resistenza.


Ma resta il rischio di una nuova guerra civile

Ma mentre gli insorti sono arrivati a una cinquantina di chilometri a sud della Capitale, nel nord alcuni dei signori della guerra dell’ex alleanza anti-jihadista potrebbero decidere di resistere ad oltranza. Il Paese, come ha sottolineato il governo britannico, rischia una nuova «guerra civile», e scontri sono possibili anche tra diverse fazioni talebane. E intanto Kabul si prepara a un ingresso degli insorti nella Capitale.


In migliaia in fuga dal Paese

L’Unione europea ora teme una nuova ondata di profughi dall’Afghanistan: un revival della crisi del 2015, quando oltre un milione di richiedenti asilo bussò alle porte dell’Europa, in fuga dalla Siria, dal Pakistan e dall’Afghanistan stesso. Ora in migliaia tentano di fuggire dal Paese, terrorizzati dall’inesorabile avanzata talebana e dal ritorno a un passato segnato da impiccagioni, lapidazioni e frustate in pubblico nel nome della Sharia. L’incubo integralista tormenta soprattutto le donne, in particolare a Kabul: «Non ci vedono come esseri uguali, pensano di poterci dire cosa possiamo e cosa non possiamo fare, come ci dobbiamo vestire, che lavori possiamo svolgere», dice preoccupata la responsabile di una Ong afghana nella capitale, Freshta Karim. Quella delle donne in Afghanistan «è una guerra solitaria, il mondo si limita ad osservare», denuncia.

La Nato: «Manterremo la presenza diplomatica a Kabul»

Dopo la decisione degli Usa e della Gran Bretagna di ridurre al minimo il personale nelle proprie sedi diplomatiche – con Washington che invia 8 mila soldati tra l’Afghanistan e la regione del Golfo Persico – altrettanto ha fatto la Germania, e altri Paesi hanno deciso per la chiusura, come la Danimarca e la Norvegia. Ma la Nato manterrà la sua presenza diplomatica a Kabul: il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al termine della riunione con gli inviati dei 30 alleati a Bruxelles, ha detto che l’obiettivo resta quello di «sostenere il più possibile il governo afghano e le forze di sicurezza».

Il Pentagono: «Pronti a evacuare da Kabul migliaia di persone al giorno»

Il Pentagono non ha nascosto l’apprensione per quanto sta accadendo: «Siamo certamente preoccupati dalla rapidità dell’avanzata dei talebani», ha detto il portavoceJohn Kirby, confermando che le nuove truppe Usa arriveranno a Kabul nel weekend. «Se necessario aggiusteremo la scadenza del ritiro» dall’Afghanistan per permettere di evacuare gli americani nel Paese, ha detto Kirby, sottolineando come gli Usa sono «pronti a evacuare da Kabul migliaia di persone al giorno». Al momento Kabul, ha precisato il portavoce del Pentagono, non è però sotto una «minaccia imminente»: sembra piuttosto che i talebani vogliano isolare la capitale.

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres ha detto che «Il messaggio della comunità internazionale a chi è sul sentiero di guerra deve essere chiaro: prendere il potere con la forza militare è una causa persa. Ciò può solo portare a una guerra civile prolungata o al completo isolamento dell’Afghanistan». Guterres ha invitato i talebani a fermare immediatamente l’offensiva negoziando in buona fede nell’interesse dell’Afghanistan e del suo popolo.

Continua il trasporto in Italia del personale afghano che ha collaborato con gli italiani

Intanto in Italia oggi il ministro Lorenzo Guerini ha dichiarato in serata che «nonostante il rapido deterioramento delle condizioni di sicurezza, sono pienamente in corso le attività per il trasporto umanitario del personale afghano che ha collaborato con l’Italia. Stiamo seguendo con grande attenzione e apprensione la situazione in Afghanistan», sottolineando che «la Difesa italiana, come sempre, è operativa h24». Con il premier Draghi c’è stata una telefonata per approfondire la situazione, in particolare sul trasferimento degli afghani e sulla sicurezza dell’ambasciata.

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Immagine di copertina: EPA/AKHTER GULFAM

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