Achille, OSS: “io costretto a fare lo strumentista in sala Operatoria e un solo Infermiere a fare tutto il resto”.

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Achille, Operatore Socio Sanitario: “io costretto a fare lo strumentista in sala Operatoria e un solo Infermiere a fare tutto il resto”.

La storia di Achille (nome di fantasia) sa di inverosimile, però è pura realtà. Lui è un OSS costretto a fare lo strumentista in una clinica privata molto nota dell’Emilia Romagna, dove un solo Infermiere è costretto a fare tutto il resto, ovvero a curare gli aspetti anestesiologici e badare alla sala.

La storia di questo OSS è quella di tanti che sono costretti ad abusare della professioni infermieristica. Ieri abbiamo raccontato la storia dell’Operatore Socio Sanitario costretto a fare gli ECG, oggi parliamo di chi, ma non da contratto, è stato “istruito” a fare da strumentista in sala operatoria in una nota clinica privata in Emilia Romagna, convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale.

I sala con lui ci sono sempre un Infermiere, un Medico Chirurgo e un Medico Anestesista. L’Infermiere si deve giostrare tra la preparazione della sala e l’aiuto-anestesia. Mentre il Medico Chirurgo è “servito” dall’Operatore Socio Sanitario.

“So che sto commettendo una illegalità, ma cosa posso farci – ci spiega Achille – mi pagano bene ed ho solo questo lavoro, mia moglie purtroppo è disoccupata e abbiamo tre figli da sfamare. L’azienda vuole risparmiare su tutto e soprattutto sul personale. Mi hanno fatto seguire un corso per imparare a riconoscere i ferri chirurgici e mi hanno infilato subito in sala. Non sono l’unico, ma sono quello più richiesto perché conosco bene le procedure e finora non ho mai sbagliato. Però ho paura, ho paura che qualche giorno mi scoprano e mi denuncino per abuso di professione. Cosa devo fare? Licenziarmi?”.

Certo non possiamo che rispondergli di farlo, anche perché non ha senso continuare a rischiare “spacciandosi”, anche se coattivamente, per un Infermiere Strumentista.

“Sono 10 anni che mi occupo di fare lo strumentista, forse ne so più di tanti Infermieri, ma mi rendo conto che qui prima o poi la bolla esplode e ci ritroveremo tutti nei guai, io per primo. Per questo ho deciso di parlarne, ma ho paura di aver fatto un ulteriore danno a me stesso e all’azienda. La notte mi sveglio e mi chiedo: se sbaglio chi ripagherà mai il Paziente incolpevole!” – conclude Achille.

A voi le riflessioni sul caso. Se conoscete storie simili o vi trovate nelle stesse condizioni potete scrivere pure a [email protected].

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